​La presenza di alcune persone della Fraternità alle  iniziative promosse dalla Consulta della Pace a Palermo, ci ha fatto incontrare con alcune donne islamiche di varia nazionalità che hanno prodotto un documento che abbiamo molto apprezzato per il richiamo alla nonviolenza di cui esse ritrovano il fondamento nel loro testo sacro, il Corano. Le donne islamiche inoltre rivolgono un appello alle donne di tradizioni religiose diverse. Lo pubblichiamo. 

 

No alla guerra!​

 

 

Noi mamme islamiche o semplicemente donne e mamme non vogliamo piangere i nostri figli i nostri mariti, i nostri fratelli sulle bare!

Diciamo senza esitazione  NO ALLA GUERRA!

 

All’orrore della violenza, della brutalità e disumanità rispondiamo con la NON VIOLENZA

Condanniamo l’uccisione ingiusta e vile del leader Iraniano,  con decisione, con rabbia, con dolore e sofferenza, ma non accetteremo la provocazione che viene da coloro che vogliono provocare una guerra e un conflitto in cui prevarrà non la ragione ma la follia dell’orrore!

 

Il Sacro Corano narra la storia del primo omicidio nella storia umana, quello dei due figli di Adamo, nel quale Caino (Qabīl) uccise suo fratello Abele (Habīl). Essa si trova nella quinta sura del Corano, versetti 27-31.
A conclusione di questa storia, Iddio Altissimo dice:

 

“…chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.” [Surah al-Maaida, 5:32]

 

Ai nostri figli, alle prossime generazioni vogliano preparare un mondo migliore, un mondo in cui i conflitti si superano con il dialogo e con la forza della giustizia e dell’amore.

 

Ci rivolgiamo a tutte alle donne islamiche in virtù del nostro Corano (5,28), là dove Abele reagisce con parole ferme al fratello Caino che poi lo ucciderà: “E se stenderai la mano contro di me per uccidermi io non stenderò la mano su di te per ucciderti perché ho paura di Dio, il Signore dei mondi”.

 

Ci rivolgiamo agli imam perché annuncino nelle moschee il messaggio di pace , di giustizia del

nostro profeta Muhammad disse: "o genti! il vostro dio è uno e il vostro antenato Adamo è uno. Un arabo non è migliore di un non arabo e un non arabo non è migliore di un arabo. un bianco non è migliore di un nero, né un nero non è migliore di un bianco. Tranne nella devozione”.

Infatti uno dei maggiori problemi dell'uomo è il razzismo. l'uomo è talmente intelligente che ha avuto la capacità di creare la bomba atomica ma non abbastanza da fermare l'odio e la controversia verso un altro uomo.

Ci rivolgiamo a tutte le donne a qualunque religioni esse appartengano, la ricerca della pace universale deve passare attraverso la ricerca della pace con se stessi. Ne consegue dunque che, per porre le basi di una pace che interessi il maggior numero possibile di umani, bisogna prima infondere la pace nei recessi più profondi della coscienza dei singoli individui; infatti ciascuno di noi ricopre un ruolo fondamentale nell’affermazione della pace, poiché la società si sviluppa a partire dai singoli.

 

Ci rivolgiamo a Palermo città di Pace rappresentata dal nostro Sindaco e dal Consiglio Comunale perché esprimano la loro convinta visione di Pace nel Mediterraneo e nel mondo intero, non solo con parole ma con fatti e azioni significative!

 

E’ con questo spirito che noi donne Islamiche siamo pronte ad essere ambasciatrici di pace là dove la pace vacilla e forti tensioni spingono a guerre sanguinose !!!!

 

Creiamo una delegazione di Pace dal basso con donne islamiche, donne cristiane e donne ebraiche, affidando ad esse  il messaggio di Pace della Città di Palermo.

 

La presidentessa dell’associazione FATIMA

 

                                                                                                      Manel Bousselmi

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