Perchè nell'Arca si celbrano le feste?

 

di Loredana Filippone 

 

Riportiamo la riflessione sul senso della festa nell'Arca fatta da Loredana, impegnata della Fraternità delle Tre Finestre, in occasione della festa di San Michele 

 

                               

 

Tutti noi sappiamo quanto, nello spirito dell'Arca, sia importante la Festa.

Shantidas scrive: “ Ogni Festa è la festa dell'Unità, cioè di Dio...

Un popolo è (tale) se è uno,e la Festa è la celebrazione dell'unità. E Dio è Uno, o  piuttosto l'Uno è Dio... di conseguenza ogni Festa è dedicata a Dio.”

Sin dall'antichità le feste più importanti erano legate al ciclo delle stagioni ed in particolari ai momenti astronomici che segnano i passaggi da una stagione all'altra: Solstizi ed Equinozi. Ognuno di questi periodi apre un ciclo, e la festa reca benedizione a questo ciclo. Sarà il tempo della semina, del raccolto  e così via ed ogni ciclo dalla Festa riceverà benedizione.

Ogni Comunità o Fraternità che nell'Unione festeggerà un nuovo ciclo riceverà Forza e Benedizione per affrontarne il nuovo .

Shantidas scrive: “ Lavorare insieme, vi unisce, certamente, ma festeggiare insieme vi unisce di più. E poi occorre che gli stessi lavorino e festeggino. Non bisogna che gli uni festeggino mentre altri lavorano!! D'altra parte occorre che tutti festeggino: non c'è delitto comunitario più grave di quello di mancare alla Festa!! ...La Chiesa Cattolica considera peccato mortale mancare alla Messa!

Lavorare la domenica: peccato mortale! Come! Sei chiamato alla festa e continui ad occuparti delle tue faccenduole? Traditore! Traditore di tutti! “

Certamente, se consideriamo che di questi tempi per amore del dio denaro certi negozi o interi Centri commerciali sono aperti  la domenica e nei giorni di Festa da calendario, possiamo dedurre che questa società è ben lontana dal rispettare la sacralità di certi giorni dedicati al riposo e alla festa con Dio e la Famiglia.

Dovremmo forse distaccarci da queste tentazioni e non concorrere ad un peccato che da personale diviene sociale!

“La Festa, continua Shantidas, è la festa della presenza di Dio in mezzo a noi, è la commemorazione della nostra fondazione, è il ricordo della nostra ragion d'Essere...e la nostra ragione di essere insieme. La nostra ragion d'Essere poiché ci rivolgiamo a Dio che ci ha fatti, e la nostra ragione di essere insieme perchè è  Dio, o l'Unità, che fa sì che siamo questa Famiglia o questa comunità o questo popolo.

L'Uno è l'Essere. Ciò che è disperso, ciò che è multiplo non è ma va verso la polvere , verso il nulla.

Il mezzo potente per creare l'unità, per cancellare gli attriti, le colpe, i rancori degli uni verso gli altri, per dimenticare le offese, per dimenticare la preoccupazione per l'avvenire, è preparare la festa. Per la festa ci si pente delle proprie colpe, ci si purifica, ci si lava, ci si riconcilia, e si riflette.

Quindi andiamo alla Festa parati e mascherati perchè cessiamo di essere il piccolo io- io me, e indossiamo ornamenti di Luce.

 Allora entriamo nell'entusiasmo.

Entusiasmo è una parola che significa che Dio è in noi. Dio è in noi ed è visibile...

unendoci faremo sprizzare una scintilla di vita...rinunceremo a noi stessi per entrare nella Vita Eterna.”

Rispetto alla Festa che stiamo per festeggiare “San Michele” ben poco è stato scritto.

Possiamo intanto ricordare, che in questo giorno è nato Lanza del Vasto (29/09/1901), che secondo la tradizione fu immerso, neonato, in una tinozza di vino nuova. Come l'Arcangelo Michele, egli fu un combattente ma senza armi, difensore non violento della Giustizia, della Verità e della Pace.

 

Forse, festeggiare la San Michele è ricordare lo spirito combattivo del suo fondatore, la capacità di spogliarsi del proprio io per rivestirsi dell'armatura divina che ci dà la forza di stare Dritti dinanzi al nemico o al male per non piegarsi ad esso e alle sue fascinazioni. 

San Michele, la cui festa è all'equinozio d'autunno, combatte con la sua  spada del discernimento e della giustizia il seduttore delle nazioni, il bugiardo dall'origine, l'incantatore.

Mi-Ka-el (Chi è come Dio?) è una luce che distrugge la menzogna, gli idoli, i molteplici piccoli dei che ci siamo creati ed ai quali sacrifichiamo tempo, soldi, famiglia e spesso la vita.

 

Così, in questa festa della San Michele preghiamo Dio che ci invii i suoi Angeli , per custodirci, sostenerci, proteggerci, visitarci e difenderci (Prologo della Messa).

Nel combattimento non violento invochiamo San Michele perchè la forza della non violenza viene da Dio, dagli Angeli, non è nostra. Noi non possiamo che cooperare con lei e lasciarla passare attraverso di noi; e questo si può fare solo con le armi di giustizia, il Satyagraha.

Possa ogni fraternità, comunità o popolo sentirsi chiamato a questa azione per la pace e la giustizia a partire da un lavoro personale di purificazione per divenire umili canali di Amore in questo mondo.

Sentita e profonda Festa di San Michele.

Om shanti pace !

Come creare un sito web con FlazioCreare un sito e-commerce con Flazio