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Preghiera del Fuoco

Venerdì 3 luglio, ore 20,00

Guida da Belpasso (CT), Tito

 

  Dopo settimane e settimane di preghiere “a distanza” stasera molti di noi hanno la possibilità di pregare “in presenza”.   Attorno a questo fuoco allora, radichiamoci con i piedi nella madre terra, diamoci la mano e facciamo un cerchio portando nel nostro cuore tutti coloro che non sono fisicamente con noi stasera, così come loro porteranno tutti noi.

 Alziamo gli occhi verso il cielo, verso le stelle e facciamo silenzio davanti all’immenso dono del creato…

                                                           

   

 

Davide: Santo e  peccatore 

 

 


Ieri Papa Francesco ha raccontato la vicenda biblica di Davide con un riferimento insistente alla preghiera secondo il modello che ritroviamo nella vita del re di Israele. Molto significativamente il Papa ha accostato la preghiera alla poesia. E alla vita: «(...) la vita non è qualcosa che ci scivola addosso – ha detto –, ma un mistero stupefacente, che in noi provoca la poesia, la musica, la gratitudine, la lode, oppure il lamento, la supplica. Quando a una persona manca quella dimensione poetica, diciamo, quando manca la poesia, la sua anima zoppica».

Davide

 

Chiunque abbia ascoltato la catechesi del mercoledì, si è sentito compreso e, in qualche modo, recuperato: «Guardiamo Davide, pensiamo a Davide. Santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice, che è una contraddizione. Davide è stato tutto questo, insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza. C'è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai. Davide santo, prega; Davide peccatore, prega; Davide perseguitato, prega; Davide persecutore, prega; Davide vittima, prega. Anche Davide carnefice, prega. Questo è il filo rosso della sua vita. Un uomo di preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai: che assuma i toni del giubilo, o quelli del lamento, è sempre la stessa preghiera, solo la melodia cambia. E così facendo Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l'amore come la sofferenza, l'amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al "Tu" che sempre ci ascolta».

                                     (Tonio Dell’Olio – Mosaico dei giorni)

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   Don Dell' Olio con Papa Francesco, 2016

 

 

Saprai che non t'amo e che t'amo

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
(P. Neruda)

Il tempo è senza fine nelle tue mani,
mio Signore.
Non c'è nessuno che conti le tue ore.
Passano i giorni e le notti,
le stagioni sbocciano e appassiscono
come fiori. Tu sai attendere.
I tuoi secoli si susseguono
per perfezionare un piccolo fiore di campo.
Noi non abbiamo tempo da perdere,
e non avendo tempo dobbiamo affannarci
per non perdere le nostre occasioni.
Siamo troppo poveri per arrivare in ritardo.
E così il tempo passa, mentre io lo dono
a ogni uomo querulo che lo richiede,
e il tuo altare è del tutto vuoto.
Alla fine del giorno m'affretto
per paura che la tua porta sia chiusa;
e invece c'è ancora tempo.

(Da Gitanjali  di Rabindranath Tagore)

 

Momento di condivisione di preghiere  o riflessioni personali

Tagore

 

 

Preghiera del fuoco 

 

 

Noi siamo tutti passanti e pellegrini

Accendiamo dunque un fuoco all’incrocio

all’indirizzo dell’Eterno

Formiamo il cerchio e facciamo un tempio nel vento

Facciamo di questo luogo qualunque un tempio

Perché il tempo è giunto di adorare in spirito e verità,

di rendere grazie in ogni luogo e in ogni tempo.

Mettiamo un termine al tempo,

un centro alle tenebre esterne

e rendiamoci presenti al presente.

Questo presente che abbiamo invano inseguito nelle nostre giornate

mentre era lontano da noi nel momento in cui era,

eccolo davanti ai nostri occhi e nei nostri cuori, il presente

Il fuoco è il presente che brucia e brilla,

è il presente che prega.

Il fuoco è il sacrificio di ciò che brucia,

il calore della vita e la gioia degli occhi.

È la morte delle cose morte

E il loro ritorno alla luce.

Fuoco di gioia, sofferenza e gioia l’una nell’altra,

l’amore è la gioia nella sofferenza.

Il fuoco è la vita e la morte l’una nell’altra,

l’apparenza che si consuma e la sostanza che appare

Cantiamo gloria nella lingua del fuoco

evidente e chiara a tutti gli uomini.

E voi gente che passate sulla strada dei quattro venti

entrate nel cerchio e dateci la mano.

Soffia su di noi, Signore,

perché la nostra preghiera salga in fiamma.

Perché il nostro cuore di legno morto e di spine

e la sua breve e vacillante scintilla di vita

servano a nutrire un po’ la tua Gloria

AMEN

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