Ricordo del Maestro 

Aruna Nath Giri

 

   Il 20 ottobre ci ha lasciato il nostro maestro di Yoga, Aruna Nath Giri, fondatore del Centro di Cultura Rishi di Palermo. Conoscevamo il Maestro Aruna da più di  25 anni. 

   25 anni bellissimi, di fatica, di paure, di incertezze, di dolori, di gioie e di speranze, di crescita spirituale e battute di arresto, come è la vita, ma tutti condivisi con il maestro che non ha mai mancato di incoraggiarci ed anche di sferzarci, personalmente e come coppia, quando ci sedevamo un po' troppo. Non diciamo di avere incontrato un padre in Aruna, come potremmo dire, ma un vero maestro che ha saputo con autorevolezza gentile e ferma proporci un insegnamento, quello dello Yoga, nella libertà, facendoci capire con la sua vita il vero valore del servizio e dell’amore.

   Siamo stati fortunati, noi, tutti noi, che lo abbiamo conosciuto ed abbiamo imparato ad amarlo anche con le sue spigolosità. Noi gli dobbiamo molto, se oggi siamo responsabili nazionali dell’Arca, lo dobbiamo un po' anche al maestro che ci ha spinto ad osare ed andare avanti nella nostra ricerca, a non fermarci, approfondendo l’insegnamento di Lanza del Vasto, fondatore dell’Arca, e di contaminare i nostri mondi. Ricordiamo il seminario che il maestro ha voluto fare a Belpasso nel 2008, sede della nostra fraternità dell’Arca, nel quale siamo stati felici di accoglierlo e condividere una settimana nel quale lo Yoga, la vita comunitaria, l’alimentazione sana, il canto, la preghiera, il lavoro manuale ed artistico, e le danze dell’Arca ci hanno fatto incontrare e sperimentare un percorso. Lo Yoga è una pratica molto importante nell’Arca, che fonda nella vita spirituale ed il lavoro su di sé uno dei suoi pilastri dell’insegnamento, insieme alla nonviolenza, alla vita comunitaria, al lavoro manuale ed alla Festa. 

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  Nel comporre la locandina di quel seminario, il Maestro ci disse che era la prima volta che il simbolo del Centro Rishi si accompagnava a quello di un’altra Comunità, la Comunità dell’Arca, appunto.

  Il maestro aveva conosciuto l’Arca in Argentina, dai vecchi compagni  Marcelo y Dionel e Teresita (suoi connazionali)  che era andato a visitare molti anni fa. Ci raccontava di esserne rimasto affascinato. Aveva conosciuto le danze dell'Arca da Teresita, che era molto malata quando lui la conobbe. In quell'incontro - ci raccontava - vidi rinascere quella donna quando iniziò a danzare.  Mostrandogli le danze dell'Arca lei aveva ripreso magicamente il buon umore e una fortissima vitalità... L’aspetto gioioso e fraterno della danza e della festa affascinavano anche il maestro che era sato ballerino da giovane. Ricordiamo con un po' di nostalgia le sere, dopo cena durante il seminario che tenne a Belpasso. Si danzava fino a tarda notte: Noi infine distrutti e lui fresco come una rosa, e sempre a dire “ancora un’altra danza”.  Dopo un po' di anni abbiamo così accettato la proposta del centro di cultura Rishi di fare, proprio presso il centro, in vari periodi in questi anni, le danze dell’arca una volta al mese. La danza è ritmo, accordo con il proprio corpo e con gli altri, postura, ascolto della musica, pratica spirituale nella condivisione e nella gioia. E questo il maestro lo sapeva e ci incoraggiava ad esercitarci, proprio a noi che ci sentivamo impreparati in questo ruolo di insegnanti, rigidi come due bastoni di scopa! Eppure lo abbiamo fatto con amore nel servizio ed è proprio con questo spirito che, ci diceva, si superano tutte le nostre difficoltà ed inadeguatezze.

 

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   Abbiamo imparato tanto in questi anni e siamo grati al maestro che ci ha introdotti allo Yoga, e al Centro Rishi che è stato per noi un punto di riferimento fermo, curato ed accogliente che ci ha educato all’impegno ed alla disciplina, a crescere ed a fermarci a volte, ma con la consapevolezza al Centro Rihi c’era sempre un gruppo e degli istruttori con i quali si poteva sempre ricominciare, specialmente dopo le nostre belle e lunghe estati che ci facevano perdere il ritmo.

  Con Antonio, uno dei primi allievi palermitani del Maestro Aruna, avevamo ripreso il nostro corso di "Yoga soft" proprio il giorno prima che il maestro ci lasciasse.

   Eravamo felici di avere ripreso il nostro impegno , proprio dopo un viaggio che ci aveva portato come responsabili dell’Arca a Perugia alla Marcia Perugia Assisi e poi in Molise, in Puglia ed in Calabria ad incontrare gli amici dell’Arca. 

   Che fantastica che è la vita. “Fantastico” questa era una parola che il maestro usava sempre. La usava quando un’idea gli piaceva e quando quello che vedeva ed ascoltava lo faceva gioire. Che cosa è fantastico se non qualcosa che non esiste, che forse potrebbe esistere, ma solo nell’immaginazione o nei sogni? Eppure per il maestro questo mondo fantastico era reale, a portata di mano, si poteva vedere e toccare. E la cosa meravigliosa era ed è, che quel mondo fantastico lo ha regalato un po' a tutti noi.

   Proprio quella mattina del 20 ottobre scorso, Maria, durante la recita della  preghiera dell’Arca ha avuto l’immagine del maestro nella mente che le sorrideva e la salutava.  Questo la ha un po' consolata in questi giorni difficili del distacco.

Il maestro ci manca ma bisogna lasciarlo andare, là, come ha scritto, nell’oceano cosmico, dove il luccichio delle galassie mi illumina.

  Per quanto potremo continueremo ad amarlo e a portarlo nel cuore percorrendo la strada che ci ha indicato, consapevoli che ora tocca anche a noi il testimone del suo insegnamento con tutto l’amore che ci ha donato.

 

Palermo, 23 ottobre 2020

Enzo e Maria 

 

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